I lavori di ripulitura di una antica strada romana eseguiti dagli alunni  con la guida

della prof.ssa Monica Liviadiotti e l'associazione "Il Caduceo" 

La strada   su cui abbiamo lavorato si trova in località Casale Ghella  ed è un diverticolo  della Via Cassia di età romana. 
La carreggiata era costituita da grandi blocchi di una pietra di origine vulcanica (nota come "leucitite "), che i romani chiamavano "basoli ". 
Il basolato di questa strada, larga circa due metri, non presenta tracce delle ruote lasciate dal continuo passaggio di carriaggi. Evidentemente la strada era di uso secondario e non fu molto frequentata. 
Si dirigeva verso nord portando dalla Cassia alla villa romana sita poco lontano e proseguiva poi in direzione di Veio. 
In età medievale andò fuori uso e sul basolato, in prossimità di un Mausoleo   di età tardo-romana   , fu installato un forno per la calce, una " calcara".

 


 
Il mausoleo, affiorato lungo il margine stradale, è costituito da una camera sotteranea con cella funeraria e da un ambiente posto traversalmente. Nella camera di forma quadrangolare, circondata da un corridoio, sono state individuate diverse deposizioni, ma solo in una di esse è stato recuperato lo scheletro e il corredo funebre, costituito da vasellame in ceramica. In questa zona sepolcrale sono state rinvenuti anche dei blocchi di marmo bianco, fra cui un'ara funeraria di forma quadrangolare (h66xp40xl26)
 


 

La calcara

In età medievale si usava calcinare  i marmi e i travertini provenienti dagli edifici romani in rovina per ricavarne calce da costruzione.Naturalmente si ritenne che la fonte di approvvigionamento di materia prima più economica fossero proprio i monumenti romani e ciò contribuì alla loro distruzione. 
Anche sulla strada di Casale Ghella fu installato un forno per la calce, una calcara, che utilizzò i marmi provenienti dalla vicina villa di età imperiale.

Casale Ghella

 
Il parco di casale Ghella confina a nord con il G.R.A., a sud con la scuola Parco Di Veio, ad est con Via Fosso Del Poggio ed ad ovest con un maneggio di cui una piccola striscia a nord-est confina con il Parco Papacci.
Tutta la zona verde venne usata come pascolo per gli ovini. 
Durante la seconda guerra mondiale, le grotte del parco sono servite come rifugi per disertori dell'esercito italiano.
 Nel parco scorrono tre ruscelli, di cui uno artificiale alimentato da una pompa elettrica installata dal W.W.F., c'è un osservatorio per volatili dove sono state messe delle ciotole e dei nidi con dei contenitori di cibo. 
 I piccoli corsi d'acqua che si trovano nel parco sono inquinati perchè ci sono le discariche del consorzio di Casale Ghella. 
Nel parco è situata una casa abbandonata che viene utilizzata dai tossicodipendenti che l'hanno in parte distrutta con atti vandalici. Nel parco sono stati ritrovati resti di tombe e strade pavimentate che risalgono all'epoca romana.